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a storia del piccolo comune di Cascia, situato in Umbria, la cui origine è sicuramente da far risalire a qualche secolo prima della fondazione di Roma, è strettamente legato alla vita di un personaggio, Santa Rita, al secolo Margherita Lotti. Questo luogo che conta appena 3143 anime, deve la sua fama alla “Patrona delle cause impossibili” che con la sua perseveranza dedicò la vita alla cura degli appestati, senza contrarre mai la malattia.

Santuario Santa Rita DaSanta Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione, figlia unica, sin dall’adolescenza decise di consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di carattere ed indole violenta. A seguito dell’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso.1 Secondo la tradizione devozionale, la sera del Venerdì Santo 18 aprile 1432 (o 30 marzo 1442 secondo un’altra tradizione), ritiratasi in preghiera della Passione di Gesù, dopo la predica di fra’ Giacomo della Marca, avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte. L’evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato nell’iconografia quattrocentesca pervenutaci”.2

 

Santa Rita da Cascia AffrescoLa stigmata sulla fronte e la precaria salute la obbligavano a non spostarsi da Cascia. Tuttavia, si narra che nel 1446 volle partire per Roma, per assistere alla canonizzazione del predicatore agostiniano Nicola da Tolentino. La badessa era contraria per via della ferita purulenta sulla fronte, ma essa scomparve il giorno prima del pellegrinaggio, così che Rita poté partire. Al ritorno da Roma, però, la stigmata ricomparve.

Morì il 22 maggio 1457, dopo una malattia che la costrinse a letto per molto tempo. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. È invocata come santa del perdono e paciera di Cristo.

 

I miracoli addebitati alla santa vengono registrati dai notai nel Codex miraculorum (Codice dei miracoli) a partire dal 1457 e fino al 1563 (in totale, quarantasei miracoli). La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte. Con la riforma dell’anno liturgico del Martirologio Romano, il 22 maggio, rappresenta la sua festività e il simbolo caratterizzante è dato da rose rosse.


1  Fonte: https://it.aleteia.org/
2  Fonte: https://it.wikipedia.org/